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Giulio a scuola e la sua grande famiglia: una storia di autismo e inclusione

La storia di Giulio è di inclusione e speranza: è una buona notizia, bella da raccontare, importante da far conoscere per aprire una finestra su un mondo fatto di solidarietà, vicinanza, comprensione e uguaglianza. Dietro a questa storia, ci sono piccoli e grandi pezzi di un puzzle, che si danno la mano e stanno insieme per aiutare e sostenere: la scuola con i suoi insegnanti, le famiglie dei bambini compagni di Giulio, gli operatori del Centro Up di Santa Maria degli Angeli, gestito da ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Umbria e non certamente per ultimi la sua mamma Rosita e il suo papà Michele.

Giulio ha 5 anni, ma per lui e per chi gli è vicino lo spettro dell’autismo rappresenta una quotidianità da cui non fuggire, bensì con cui convivere e da cui ripartire. Giulio occupa uno spazio grande nella vita di ogni bimbo della Scuola dell’Infanzia Santa Lucia di Bastia Umbra, dove è arrivato a settembre 2017 e dove è circondato dall’affetto di altri 23 bambini come lui: è il compagno di giochi preferito, il più “piccolo” tra tutti, da proteggere e di cui osservare i cambiamenti e i progressi. Perché accogliere a scuola bambini con disabilità, significa anche mettere alla prova la capacità di tutti: gli insegnanti, i piccoli, le famiglie, le istituzioni. Perché anche se ogni storia è diversa, da ogni storia impariamo e in ciascuna possiamo riconoscerci.

Così le mamme della scuola raccontano che i bambini e le bambine aspettano con felicità il lunedì pomeriggio, quando si recano a casa di Giulio per trascorrere delle ore, giocare e conoscersi anche al di fuori dell’ambiente scolastico. “Quando torniamo a giocare da Giulio?”, chiedono in tanti bimbi ai loro genitori. Lo racconta Marta, mamma di Cecilia, che aiuta Giulio a non mordicchiare la sua maglietta, prendendolo per le guance. Un racconto simile a quello di Emanuela, madre di Vittoria, contenta se Giulio raggiunge nuovi traguardi e che parla di quanto la classe dei bimbi sia coesa e senza alcune differenze di atteggiamenti. E così le altre mamme: Giuseppina, Raffaella, Amal, Vanessa, Manuela, Marta. Tutte felici di quanto il piccolo Giulio abbia trovato a scuola una grande famiglia, del suo avvicinamento nei confronti degli altri genitori, anche durante i momenti di svago e le piccole gite “fuori porta” organizzate tutti insieme. Sono questi i momenti in cui l’inclusione si palesa con altrettanto vigore del mondo scuola in cui Giulio trascorre parte del suo tempo, come tutti i bimbi della sua età.

Il ruolo della scuola e degli insegnanti, giornaliero, costante, attento, è certamente parte integrante e tassello fondamentale del puzzle. I maestri Ombretta, Matteo e Tiziana seguono Giulio con attenzione, la stessa che metterebbero nel supporto di ogni bimbo in una fase delicata della crescita come quella dell’infanzia. “Appena arrivato a scuola, ormai quasi due anni fa, Giulio non incrociava lo sguardo di nessuno, evitava la confusione”, racconta la maestra Ombretta. “Poi abbiamo costruito uno spazio per lui, un angolo morbido. Siamo riusciti, con il lavoro costante con la famiglia, a rafforzare la sua autonomia. Gli altri bambini non hanno mai percepito alcuna differenza”. A scuola i bimbi insieme alle maestre costruiscono il calendario delle emozioni: anche Giulio usa le immagini dei cuoricini per esprimere il suo stato d’animo. “Non sappiamo se si sente davvero così: Giulio è un bambino non verbale – aggiunge la maestra Ombretta – ma pensiamo che anche lui, a suo modo, voglia raccontarci qualcosa. Non vogliamo minimizzare il problema: solo far comprendere a chi gli è accanto, fin da piccolo, l’importanza dell’inclusione”.

Accanto a Giulio c’è anche Ida Bello, operatrice privata che ha seguito con tanta passione il progetto degli incontri dei bimbi in casa con Giulio. Una strada che lo accompagnerà per tutta la vita, fatta di ascolto e protetta dalla semplicità degli attori di questo viaggio.

Via libera a modifiche su sostegno da Consiglio dei Ministri. Cosa cambia

“Il Consiglio dei ministri ha appena approvato un provvedimento che sancisce una vera e propria rivoluzione copernicana per la disabilità a Scuola”.

“Con la revisione del decreto delegato della ‘Buona Scuola’ 66/2017 potremo migliorare l’inclusione degli oltre 200mila studenti con disabilità, aumentando la partecipazione di tutti i soggetti che affiancano questi giovani nella vita di tutti i giorni. Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si e’ svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni”.

Cosi’ in una nota, Salvatore Giuliano, sottosegretario del Movimento 5 Stelle al Miur. “In particolare, abbiamo previsto che le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno che agisce per procedure standardizzate, così come potevano essere i Gruppi per l’Inclusione Territoriale previsti nel vecchio testo. Al contrario, con il decreto Inclusione, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno, lo psicologo o chi lo prende in cura a livello sanitario, un rappresentante dell’ente locale e, nel caso fosse maggiorenne, anche l’alunno stesso”.

“Inoltre – aggiunge il sottosegretario – abbiamo trasformato i gruppi territoriali in gruppi di docenti esperti nell’inclusione che saranno a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e aiutarle in situazioni particolarmente critiche con gli studenti”.

“Si tratta di un approccio alla disabilita’ totalmente diverso da quello che siamo abituati a concepire e che recepisce i principi della Convenzione Onu dei diritti delle persone con disabilita’ applicandoli nel concreto a livello scolastico. Frutto di un lavoro che dura fin dall’insediamento di questo Governo, il decreto darà alla nostra Scuola, luogo di inclusione per eccellenza, uno strumento per migliorarsi, migliorando la vita di tutti gli studenti e non lasciando da soli presidi e insegnanti nell’importante compito di non lasciare indietro nessuno”, conclude Giuliano

Più attenzione alle esigenze degli alunni con disabilità e maggiore coinvolgimento delle famiglie. E’ quanto prevede il nuovo provvedimento normativo per l’inclusione scolastica elaborato dai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione), che hanno lavorato alla riforma tenendo conto delle esigenze manifestate da associazioni, famiglie e docenti. Il nuovo testo – approvato in via preliminare in cdm – prevede che mamme e papà siano maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano i figli con disabilità e che lo stesso minore possa contribuire a definire piani e progetti più adeguati per lui. Si tratta di una rivoluzione culturale nel campo dell’inclusione.

“L’inclusione scolastica – ha dichiarato il Ministro Bussetti – è una priorità del governo. Questa iniziativa portata avanti con il Ministro Fontana dimostra l’attenzione e l’impegno del Governo. Tutti i nostri giovani, nessuno escluso, devono essere protagonisti della loro crescita e messi in condizione di esprimere tutte le loro potenzialità”.

Autismo e scuola | ATAD CONFERENCE 2019 – SAVE THE DATE

ATAD 2019
Siamo felici di annunciare che dal 19 al 21 Settembre si terrà ATAD 2019 (Second International Conference on Assistive Technology for Persons with Intellectual and Developmental Disabilities) presso l’Università Pontificia Salesiana a Roma.
La Conferenza vedrà la partecipazione di noti ricercatori internazionali, tra i maggiori esperti al mondo nelle Assistive Technologies, così come di importanti ricercatori italiani, che presenteranno ricerche innovative nel campo su temi quali: tecnologie mainstream (tra cui devices di nuova generazione, smartphones ed apps) per aiutare le persone con disabilità intellettive e multiple a comunicare; telemedicina a supporto di interventi specifici; mindfulness e programmi per aumentare l’autocontrollo e ridurre i problemi comportamentali in persone con disabilità intellettive; l’uso di robot per promuovere l’interazione, la comunicazione e le prestazioni nei bambini con disturbi dello spettro autistico; l’eye tracking nello studio degli stimoli in individui con disabilità gravi; ausili tecnologici per alleviare disturbi cognitivi e comportamentali degli individui con deficit neurologici.

CALL FOR ABSTRACT AND POSTER
Sarà possibile per professionisti, ricercatori, studiosi e operatori sottoporre Abstract e Poster al Comitato Scientifico. I lavori valutati positivamente dal Comitato Scientifico avranno la possibilità di essere presentati dagli autori nella sessione dedicata alle Presentazioni brevi e nella sessione dedicata ai Poster. Sarà inoltre data la possibilità di pubblicare un estratto del loro lavoro su una rivista internazionale.
Gli Abstract e i Poster dovranno essere inviati entro il 15.06.19. Le accettazioni verranno comunicate ai diretti interessati entro 30 giorni dalla ricezione e comunque non oltre il 15.07.19 .

LINGUE DELLA CONFERENZA
Le lingue ufficiali sono l’italiano e l’inglese. Durante la Conferenza sarà possibile usufruire della traduzione in simultanea e in LIS (Lingua Italiana dei Segni).

ISCRIZIONI
Sarà possibile iscriversi a partire dal 04.03.19. Per informazioni e iscrizioni: atadsecretary@byebyesilos.com

www.atadconference2019.org

Novità per l’Osservatorio Scolastico AIPD Nazionale

Riceviamo e pubblichiamo la seguente comunicazione da parte della FISH Onlus sezione Scuola.

Vi informiamo di aver attivato una nuova e-mail per l’Osservatorio Scolastico AIPD: 

scuola@aipd.it

Tramite questo indirizzo quindi si possono contattare gli operatori che lavorano presso il nostro Osservatorio: l’avv. Salvatore Nocera e il dott. Nicola Tagliani.

Questa e-mail infatti sostituisce ed unifica i due storici indirizzi dell’Osservatorio: osservscuola.pedag@aipd.it e osservscuola.legale@aipd.it che resteranno ancora attivi solo per qualche settimana.

Per questo vi chiediamo di sostituire nelle vostre rubriche, siti, mailinglist e gruppi i due vecchi indirizzi con questo nuovo ed, eventualmente, indicare questo nuovo indirizzo a chi ne avesse bisogno.

Supplenze nel sostegno: a chi possono essere assegnate?

Pubblichiamo un articolo comparso su Anffas, con informazioni tratte dal sito del MIUR, relativo alle supplenze a scuola e agli insegnanti di sostegno.

Il MIUR ha emanato la consueta circolare annuale sulle supplenze al personale docente e ATA, contenenti indicazioni anche per il sostegno.

La circolare n. 37856 fornisce indicazioni su numerosi aspetti, dalle sanzioni alla modalità di rinuncia, dall’attribuzione delle supplenze ad aspiranti inseriti con riserva alle supplenze brevi, ecc. e fornisce disposizioni dettagliate anche per il sostegno.

MODALITÀ DI CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE SU SOSTEGNO – Le operazioni di nomina su posto di sostegno devono innanzitutto essere conferite con priorità rispetto ai posti comuni, sia per le particolari modalità di individuazione degli aventi titolo e per il conferimento delle supplenze stesse, sia per assicurare tempestivamente il sostegno agli alunni con disabilità. I docenti che abbiano conseguito la specializzazione ai sensi del D.M. n. 21/05 devono stipulare contratti con priorità su posti di sostegno. In caso di esaurimento degli elenchi dei docenti specializzati presenti nelle graduatorie ad esaurimento, i posti residuati sono assegnati dai dirigenti scolastici tramite gli elenchi delle graduatorie d’istituto. Per la scuola secondaria di secondo grado, in caso di esaurimento degli elenchi di I fascia delle graduatorie di istituto dell’area disciplinare su cui debba disporsi la nomina, si procede all’attribuzione della supplenza tramite lo scorrimento incrociato degli elenchi di sostegno delle altre aree disciplinari. In caso di esaurimento degli elenchi di sostegno delle graduatorie di istituto di I, II e III fascia, si ricorre a quelli delle scuole viciniori. In caso di esaurimento degli elenchi degli specializzati anche delle scuole viciniori, il personale che ha titolo ad essere incluso nelle graduatorie e che abbia conseguito il titolo di specializzazione tardivamente rispetto ai termini previsti per l’inserimento nelle graduatorie, ha titolo prioritario nel conferimento del relativo incarico, attraverso messa a disposizione.

DOMANDE DI MESSA A DISPOSIZIONE NEL SOSTEGNO – Possono presentare domanda di messa a disposizione su sostegno soltanto i docenti che non risultino iscritti per posti di sostegno in alcuna graduatoria di istituto e per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza. Qualora pervengano più istanze, i dirigenti scolastici daranno precedenza ai docenti abilitati. Le domande di messa a disposizione, rese ai sensi del DPR 445/00, devono contenere tutte le dichiarazioni necessarie per consentire la verifica dei requisiti da parte dei dirigenti scolastici, compresi gli estremi del conseguimento del titolo di specializzazione.

CONFERIMENTO DI SUPPLENZE SU SOSTEGNO A DOCENTI NON SPECIALIZZATI – Nel caso in cui non sia possibile attribuire la supplenza a docenti specializzati per mancanza di insegnanti provvisti del titolo, si ricorre alle graduatorie di istituto dei docenti non specializzati. I dirigenti dovranno individuare gli interessati tramite lo scorrimento della graduatoria di riferimento in caso di scuola dell’infanzia e primaria e tramite lo scorrimento incrociato delle graduatorie d’istituto, secondo l’ordine di fascia, in casi di scuola secondaria.

PRIORITÀ DI SCELTA DELLA SEDE SCOLASTICA — La priorità nella scelta della sede è prevista per i docenti con disabilità personale o per assistenza a parente con disabilità in situazione di gravità. L’avente titolo alla priorità deve però far parte di un gruppo di aspiranti alla nomina su posti della medesima durata giuridica e della medesima consistenza economica. I beneficiari delle disposizioni in questione, cioè, non possono ottenere posti di maggiore durata giuridica e consistenza economica che non siano stati prioritariamente offerti agli aspiranti che li precedono in graduatoria. La priorità si applica per qualsiasi sede scolastica solo per chi si trova in situazione di disabilità personale, mentre per chi assiste un parente con disabilità in situazione di gravità si applica soltanto per le scuole ubicate nel comune di residenza della persona assistita o, in assenza di disponibilità in tale comune, in comune viciniore.

Scuola e insegnanti di sostegno: come fare richiesta per la continuità didattica

Nell’articolo di oggi, che riprende quando pubblicato dal sito Money.it, vi forniamo tutti i dettagli a proposito della riforma degli insegnanti di sostegno e del modello da compilare per richiedere l’assegnazione della stessa supplenza dell’anno precedente appellandosi al diritto alla continuità didattica.

Ecco l’articolo che riprendiamo integralmente:

Il CIIS (Coordinamento Insegnanti Italiani di Sostegno) ha infatti pubblicato il Fac-Simile che i genitori di un bambino con difficoltà nell’apprendimento devono presentare alla scuola per chiedere che al proprio figlio venga assegnato lo stesso supplente dell’a.s. 2016-2017.

SCARICA IL MODULO

Con l’inizio dell’anno scolastico infatti verrà attuata una delle novità più importanti dalla riforma del sostegno, attuata dal D.Lgs 66/17 approvato dal Consiglio dei Ministri nei mesi scorsi, ovvero quella che prevede la conferma dei docenti di sostegno precari in casi particolari.

Una novità introdotta non tanto per tutelare i precari del sostegno, quanto per assicurare la continuità didattica-educativa degli alunni. Infatti, uno studente con disabilità se affidato ogni anno ad un insegnante di sostegno differente ci metterà di più ad apprendere, poiché bisogna considerare la fase di adattamento ai metodi del nuovo docente.

La continuità didattica è un diritto importante per tutti gli studenti, figuriamoci per quelli affetti da un disturbo per il quale è riconosciuto il sostegno.

Ecco perché nella riforma del sostegno è stata data molta importanza alla continuità didattica; è bene specificare però che il Dirigente Scolastico non è obbligato ad assumere il “vecchio” supplente per garantire la continuità didattica, ma deve farlo solamente qualora ne rilevi la necessità.

Saranno i genitori – e non gli insegnanti – a presentare la richiesta, compilando il modulo (di seguito potete scaricare il Fac-Simile) messo a disposizione dal CIIS.

La riforma del sostegno lascia ai genitori l’iniziativa della richiesta di continuità didattica; sono questi infatti a dover presentare la domanda al Dirigente Scolastico chiedendogli di assegnare la supplenza allo stesso docente precario che nell’anno scolastico 2016-2017 è stato affiancato a loro figlio.

Il futuro del docente precario, quindi, è in mano a genitori e al Dirigente Scolastico, poiché è quest’ultimo a dover valutare l’effettiva necessità dell’alunno nell’essere affiancato dallo stesso insegnante di sostegno. Solamente se sussistono le condizioni per la garanzia della continuità didattica potrà esserci la conferma del docente.

A tal proposito, nella richiesta i genitori dovranno confermare che l’insegnante di sostegno ha “contribuito a favorire i processi di apprendimento, di socializzazione, di relazione e di comunicazione di nostro/a figlio/a, stabilendo con lui e con i suoi compagni di classe un’intesa positiva”.

Se il Dirigente Scolastico a sua volta accerterà la necessità dello studente nell’essere seguito dallo stesso docente, proporrà al supplente – non prima dell’avvio delle lezioni – di prolungare per un altro anno il contratto a tempo determinato.

Insomma, la continuità del progetto educativo e didattico è in mano a genitori e DS; l’insegnante di sostegno precario non deve far altro che incrociare le dita e sperare che quanto fatto di buono nell’anno scolastico precedente sia stato riconosciuto dai genitori.

Riduzione ore di sostegno a scuola. La condanna del MIUR dal Tar

Arriva la notizia di un’altra sentenza del TAR Lazio (in questo caso TAR Lazio Roma Sez. III bis, Sent., (ud. 06-02-2018) 05-04-2018, n. 3790) che condanna il MIUR in merito alla riduzione delle ore di sostegno a scuola.

Una sentenza che arriva a seguito dell’esposto da parte di alcuni genitori che si sono viste le ore di sostegno erogate per il proprio figlio, affetto da handicap, ridotte negli anni. “I ricorrenti – si legge nella sentenza – hanno rappresentato che il loro figlio, in quanto affetto da patologia invalidante grave, necessita di essere assistito permanentemente nelle forme e con le modalità previste dalla legge per favorire l’integrazione e l’inserimento scolastico”: la limitazione delle ore stabilita dall’istituto scolastico risulterebbe pertanto “inadeguata a fronte delle 40 ore settimanali frequentate dal bambino a tempo pieno dal lunedì al venerdì” ed hanno, quindi, chiesto “la reintegrazione delle ore di sostegno nella misura complessivamente spettanti a copertura totale dell’orario scolastico pari a 1:1 settimanali”. In diritto hanno sollevato le censure di eccesso di potere per ingiustizia manifesta ed irragionevolezza, difetto di motivazione, sviamento e contraddittorietà, violazione e falsa applicazione di legge ecc.

 Così il TAR: “come più volte statuito da numerose e recenti decisioni del Consiglio di Stato, il diritto all’istruzione del disabile, ed in particolare del disabile grave, costituisce un diritto fondamentale rispetto al quale il legislatore (in prima battuta) e l’amministrazione (in attuazione della legge) non possono esimersi dall’apprestare un “nucleo indefettibile” di garanzie, fino anche a giungere alla determinazione di un numero di ore di sostegno pari a quello delle ore di frequenza, in caso di accertata situazione di gravità del disabile”.
A riguardo, inoltre, il Consiglio di Stato aggiunge che sono necessari tutti gli interventi utili a consentire, nel diritto del disabile, all’integrazione scolastica ed allo sviluppo delle sue potenzialità nell’apprendimento, nella comunicazione e nelle relazioni, per consentirgli il raggiungimento della massima autonomia possibile.
Peraltro – come pure è stato affermato, a più riprese, in giurisprudenza – i principi costituzionali impongono di dare una lettura sistematica alle disposizioni sulla tutela degli alunni disabili ed a quelle sull’organizzazione scolastica e sulle disponibilità degli insegnanti di sostegno, nel senso che le posizioni degli alunni disabili devono prevalere sulle esigenze di natura finanziaria. Nel caso di specie, il Tar ha stabilito che il minore, così come domandato dai ricorrenti, e per l’anno scolastico di riferimento, ha diritto all’insegnante di sostegno per l’intero arco della giornata scolastica, ossia secondo il rapporto 1:1, con ogni conseguente obbligo in capo all’amministrazione intimata.
Il Tribunale amministrativo ha inoltre deciso per un risarcimento alla famiglia, in misura pari ad Euro 800,00 per ogni mese (con riduzione proporzionale per le frazioni di mese) per il quale risulti che, durante l’anno scolastico 2016/17, e nonostante le pronunce cautelari di questo TAR, il minore abbia effettivamente sofferto della mancata assistenza nel predetto rapporto di 1:1.

Comportamenti iperattivi e oppositivi nella scuola primaria e secondaria: l’analisi dei disturbi dell’autoregolazione e le strategie educative

Torino, dal 16 marzo al 19 maggio 2018

Il corso presenta le basi metodologiche e gli strumenti operativi per favorire i processi di apprendimento e di inclusione di bambini e ragazzi con disturbi del comportamento, sia nel caso di una certificazione o di una diagnosi clinica o qualora vi sia un’individuazione da parte della scuola di Bisogni Educativi Speciali per bambini che manifestano comportamenti irrequieti.

Il percorso formativo è finalizzato a fornire le competenze necessarie per intervenire in classe con strumenti e strategie funzionali all’attività didattica quotidiana.

Verrà prestata una particolare attenzione agli strumenti di valutazione utilizzabili in ambito scolastico, al fine di definire il profilo di funzionamento dell’allievo, ma anche per distinguere le condizioni di irrequietezza da disturbi inerenti la disattenzione, l’iperattività motoria e l’oppositività relazionale. Inoltre verranno presentate strategie e attività su come gestire in classe i comportamenti aggressivi, la disattenzione, l’iperattività, e come procedere negli adattamenti della didattica, degli spazi e dei materiali didattici.

In tale direzione, si forniranno indicazioni su come predisporre il Piano Didattico Personalizzato come strumento di lavoro utilizzato quotidianamente dagli insegnanti, all’interno del quale devono trovare posto le strategie di intervento, gli strumenti compensativi utili, le modalità di verifica e le forme di collaborazione con la famiglia e gli specialisti. Verranno forniti modelli concreti utilizzabili con alunni disattenti e iperattivi.

Obiettivi

  • Acquisire un modello di analisi dei disturbi dell’autoregolazione comportamentale.
  • Acquisire strumenti valutativi applicabili in ambito educativo e scolastico.
  • Acquisire competenze di programmazione per la definizione del PDP.
  • Acquisire competenze nell’utilizzo di strategie educative rivolte ai disturbi del comportamento.

Modalità didattica e durata

Il corso ha una durata complessiva di 25 ore suddivise in due moduli da 8 ore ciascuno e un modulo da 9 ore.

Le lezioni si terranno durante il fine settimana (venerdì pomeriggio e sabato mattina) secondo il calendario seguente.

Ogni incontro è caratterizzato da:

  • Un’introduzione teorica supportata da casi esemplificativi.
  • Una presentazione degli strumenti e dei modelli di intervento.
  • Una parte di interazione diretta con i corsisti.

Programma

Modulo 1. CONOSCERE E PROGRAMMARE PER INTERVENIRE

Venerdì 16 marzo (14.30 – 18.30) e sabato 17 marzo (9.00 -13.00)

  • I principali modelli descrittivi, i sintomi primari e secondari, i segnali precoci e campanelli di allarme, le procedure valutative applicabili in classe, nei momenti destrutturati e negli altri contesti di vita del bambino. Come distinguere gli errori tipici dell’ADHD dai DSA.
  • La programmazione degli obiettivi e l’elaborazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP): indicazioni operative ed esempi pratici su profili di alunni. Le modalità di condivisione con la famiglia.

Modulo 2. INTERVENIRE SUL COMPORTAMENTO

Venerdì 13 aprile (14.30 – 18.30) e sabato 14 aprile (9.00 -13.00)

  • L’educazione l’autoregolazione e la gestione della disciplina.
  • Come distinguere iperattività e oppositività, gestire i comportamenti aggressivi in classe e condividere con la famiglia il contratto educativo.

Modulo 3. INTERVENIRE SULL’APPRENDIMENTO

Venerdì 18 maggio (14.30 – 18.30) e sabato 19 maggio (9.00 -14.00)

  • La personalizzazione della didattica in classe e i compiti per casa.
  • Come gestire l’attenzione in classe, le procedure di apprendimento e insegnamento in presenza di difficoltà di attenzione e iperattività, gli adattamenti nella didattica, spazi e materiali e valutazione.

Calendario delle lezioni

Data Docenti Ora inizio Orario fine
Venerdì 16 marzo 2018 D. Fedeli 14:30  18:30
Sabato 17 marzo 2018 C. Munaro 09:00  13:00
Venerdì 13 aprile 2018 D. Fedeli 14:30  18:30
Sabato 14 aprile 2018 C. Munaro 09:00  13:00
Venerdì 18 maggio 2018 D. Fedeli 14:30  18:30
Sabato 19 maggio 2018 C. Munaro 09.00  14:00

Docenti

Daniele FedeliÈ psicologo e professore presso l’Università degli Studi di Udine, si occupa di problematiche di autoregolazione cognitiva e comportamentale in età evolutiva, con attività di ricerca e formazione nell’ambito dell’ADHD e del Disturbo della condotta. Ha sviluppato percorsi educativi e riabilitativi per promuovere l’autoregolazione e la pro-socialità ed ha condotto ricerche empiriche e sperimentali sulle compromissioni attentive in soggetti a sviluppo tipico e con disabilità. È autore di numerosi volumi e articoli su tematiche pedagogiche e psicoeducative.

Claudia Munaro. Insegnante specializzata per le attività di sostegno alla scuola secondaria di I grado. È referente per l’Inclusione e coordinatrice dello Sportello Provinciale Autismo e del Servizio Disturbi di Comportamento – USR del Veneto – Ufficio VIII Ambito Territoriale di Vicenza. Svolge da tempo attività di formazione nel territorio nazionale e ha al suo attivo diverse pubblicazioni sulle tematiche della disabilità. Ha collaborato con alcuni atenei su tematiche relative ai disturbi dello spettro autistico, tecnologie e disabilità e con il Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova per il Master in Didattica e psicopedagogia per alunni con disturbi dello spettro autistico e per i corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno.

Destinatari e accreditamenti

Il corso è rivolto a insegnanti curricolariinsegnanti di sostegno, docenti con funzione strumentale (referenti per BES, DSA, sostegno, disabilità…), pedagogistipedagogisti clinici, psicologi, neuropsichiatri infantili, neurologi, pediatri, foniatri, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, terapisti occupazionali, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica.

Giunti Psychometrics è un ente accreditato MIUR, ed è abilitato al pagamento con carta del docente.

La frequenza ai corsi di formazione dà diritto al rilascio dell’attestato di partecipazione riconosciuto dal MIUR e valido ai fini della formazione obbligatoria docenti. Tutti i nostri corsi sono riconosciuti da MIUR e prevedono il diritto di esonero per il personale della scuola in seguito a partecipazione ad iniziative di formazione.

Il corso rilascia 25crediti ECM per le seguenti figure professionali del sistema sanitario nazionale.

Giunti Psychometrics è provider ECM n. 131.

Ai fini del conseguimento dei crediti ECM, in base alla normativa vigente, è obbligatoria la frequenza piena.

Al termine del corso sarà rilasciato l’attestato di frequenza a tutti i partecipanti.

Quote di partecipazione

Iscriviti con lo sconto del 25%, solo fino al 12 febbraio 2018

  • Iscrizione singola con ECM €270* anziché €360
  • Iscrizione come libero uditore (senza ECM) €225* anziché €300

*Esente IVA art. 10 com. 20

Modalità di iscrizione

  • Online compilando il modulo di iscrizione ed effettuando il pagamento con carta di credito.
  • Online compilando il modulo di iscrizione ed inserendo gli estremi del pagamento effettuato anticipatamente tramite bonifico bancario (Bonifico bancario intestato a Giunti Psychometrics S.r.l., BNL Ag. 2 Firenze, C/C 2777, Cod. IBAN IT57U0100502802000000002777).
  • Per i dipendenti che richiedono fatturazione al proprio ente pubblico di appartenenza: compilare il modulo di iscrizione online, selezionare la fatturazione ad ente pubblico, generare il pdf di riepilogo e inviarlo firmato per accettazione via e-mail all’indirizzo info@giuntios.it. Il pagamento verrà effettuato a ricevimento fattura.

La scadenza delle iscrizioni è il 14 marzo 2018.

In caso di annullamento del corso la quota versata sarà rimborsata salvo cause di forza maggiore. In caso di mancata partecipazione dell’iscritto per motivi non imputabili a Giunti Psychometrics la quota non potrà essere rimborsata. Attenzione, gli acquisti effettuati con la carta del docente non sono rimborsabili con denaro. Possono essere rimborsati solo con un buono di pari valore per l’acquisto di materiale previsto nella normativa del bonus.

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Alunni con disabilita’: quali documenti stilare all’inizio dell’anno scolastico?

Riceviamo e pubblichiamo da Disabili.com

I documenti da stilare all’inizio dell’anno scolastico per gli alunni con disabilità, differenze, contenuti e tempistiche di PDF e PEI.

ROMA. A un mese dall’inizio delle attività scolastiche molte famiglie si chiedono quali siano i tempi per la stesura dei documenti che consentono di formalizzare la predisposizione dei percorsi individualizzati per i loro figli. Ricordiamo quindi quali sono gli strumenti di lavoro essenziali.

In attesa dell’entrata in vigore delle disposizioni contenute nel D. Lgs. n. 66/17, per quest’anno scolastico i documenti richiesti sono quelli indicati dalle norme di riferimento precedenti. Si devono quindi seguire le indicazioni contenute fondamentalmente nella L. 104/92, nel DPR del 24/02/94 e nel DPCM n. 185/06. In essi si prevede che dopo gli accertamenti e la redazione della Diagnosi Funzionale si proceda con la consegna della documentazione a scuola. A tali attività fa seguito la stesura del Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e del Piano Educativo Individualizzato (PEI)

In quale parte dell’anno scolastico bisogna stilare questi ultimi due documenti? Chi partecipa alla stesura?
Il citato DPR del 24/02/94 (articoli 4 e 5) fornisce indicazioni molto dettagliate su entrambi i documenti. Il PDF precede il PEI, in quanto indica il prevedibile livello di sviluppo che l’alunno in situazione di handicap dimostra di possedere nei tempi brevi (sei mesi) e nei tempi medi (due anni) … Viene redatto dall’unità multidisciplinare (medico specialista, neuropsichiatria infantile, terapista della riabilitazione, operatori sociali), dai docenti curriculari e dagli insegnanti specializzati della scuola … Con la collaborazione dei familiari dell’alunno … E’ aggiornato a conclusione della scuola materna, della scuola elementare, della scuola media e durante il corso di istruzione secondaria superiore. Il PDF, quindi, è un documento che dev’essere stilato alla consegna della documentazione attestante la disabilità, dopo un primo periodo di inserimento scolastico – e, dunque, per i nuovi casi, in questo periodo. Dev’essere poi aggiornato in uscita, cioè alla fine di un grado scolastico e non all’inizio del successivo. Sono inoltre previsti bilanci periodici intermedi, diagnostici e prognostici.

Nello stesso DPR leggiamo che il PEI è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l’alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo ai fini della realizzazione del diritto all’educazione e all’istruzione … E’ redatto congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla USL e/o USSL e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell’insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell’alunno … I soggetti propongono, ciascuno in base alla propria esperienza pedagogica, medico-scientifica e di contatto e sulla base dei dati derivanti dalla diagnosi funzionale e dal profilo dinamico funzionale … Gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’educazione, all’istruzione ed integrazione scolastica dell’alunno in situazione di handicap. PEI, dunque, è un documento di lavoro annuale, che viene redatto dopo la stesura del PDF e sempre all’inizio dell’anno scolastico. Nello stesso DPR si fa riferimento a verifiche trimestrali: entro ottobre-novembre, entro febbraio-marzo, entro maggio-giugno. Sono previste anche verifiche straordinarie, su richiesta di uno o più soggetti coinvolti nella stesura, ad esempio al subentrare di nuove difficoltà o problematiche. In molte scuole è prassi prevedere solo due verifiche, entro ottobre/novembre e a fine anno. E’ doveroso ricordare che il DPCM n. 185/06 prevede la stesura del PDF e del PEI entro il 30 luglio dell’anno scolastico precedente, per gli effetti di una precedente norma che anticipava le assunzioni dei docenti a fine luglio. Tale disposizione è stata poco applicata per la difficoltà evidente di anticipare il PEI, che è un piano di lavoro annuale, alla fine dell’anno scolastico precedente. In alcuni territori sono state previste bozze da confermare o aggiornare all’inizio dell’anno scolastico.

Nella stesura di entrambi i documenti e del PEI in particolare è centrale la sinergia tra i vari operatori coinvolti ed è centrale il ruolo della famiglia. Il ruolo, le indicazioni ed i suggerimenti di ciascun attore coinvolto devono essere orientati ad armonizzare in massimo grado gli interventi di cui necessita l’alunno ai fini della sua inclusione scolastica. Si auspica grande collaborazione.