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Parent training a distanza per genitori di bambini

Il parent training a distanza si rivolge a genitori di bambini che non riescono ad usufruire di moderni mezzi di comunicazione e per i quali l’intervento a distanza sarebbe complicato. Consiste in un percorso di sei appuntamenti, uno alle settimana e per sei settimane consecutive, che si terranno il martedì dalle 18. 30 alle 20. 30 a partire da martedì 28 aprile. Le adesioni dovranno pervenire entro e non oltre il 24 aprile 2020.
Il progetto sarà coordinato dalla dott. Ssa Simona Datti di Giuliaparla Onlus e coadiuvato dalla dott. Ssa Jessica Barbanera di Angsa Umbria Onlus e prevede il coinvolgimento di 15 famiglie al massimo.
Giuliaparla e Angsa valuteranno le richieste e daranno precedenza ai nuclei familiari in maggiore difficoltà.

Per iscriversi, è possibile inviare una email a giuliaparla@gmail.com

Scuola e insegnanti di sostegno: come fare richiesta per la continuità didattica

Nell’articolo di oggi, che riprende quando pubblicato dal sito Money.it, vi forniamo tutti i dettagli a proposito della riforma degli insegnanti di sostegno e del modello da compilare per richiedere l’assegnazione della stessa supplenza dell’anno precedente appellandosi al diritto alla continuità didattica.

Ecco l’articolo che riprendiamo integralmente:

Il CIIS (Coordinamento Insegnanti Italiani di Sostegno) ha infatti pubblicato il Fac-Simile che i genitori di un bambino con difficoltà nell’apprendimento devono presentare alla scuola per chiedere che al proprio figlio venga assegnato lo stesso supplente dell’a.s. 2016-2017.

SCARICA IL MODULO

Con l’inizio dell’anno scolastico infatti verrà attuata una delle novità più importanti dalla riforma del sostegno, attuata dal D.Lgs 66/17 approvato dal Consiglio dei Ministri nei mesi scorsi, ovvero quella che prevede la conferma dei docenti di sostegno precari in casi particolari.

Una novità introdotta non tanto per tutelare i precari del sostegno, quanto per assicurare la continuità didattica-educativa degli alunni. Infatti, uno studente con disabilità se affidato ogni anno ad un insegnante di sostegno differente ci metterà di più ad apprendere, poiché bisogna considerare la fase di adattamento ai metodi del nuovo docente.

La continuità didattica è un diritto importante per tutti gli studenti, figuriamoci per quelli affetti da un disturbo per il quale è riconosciuto il sostegno.

Ecco perché nella riforma del sostegno è stata data molta importanza alla continuità didattica; è bene specificare però che il Dirigente Scolastico non è obbligato ad assumere il “vecchio” supplente per garantire la continuità didattica, ma deve farlo solamente qualora ne rilevi la necessità.

Saranno i genitori – e non gli insegnanti – a presentare la richiesta, compilando il modulo (di seguito potete scaricare il Fac-Simile) messo a disposizione dal CIIS.

La riforma del sostegno lascia ai genitori l’iniziativa della richiesta di continuità didattica; sono questi infatti a dover presentare la domanda al Dirigente Scolastico chiedendogli di assegnare la supplenza allo stesso docente precario che nell’anno scolastico 2016-2017 è stato affiancato a loro figlio.

Il futuro del docente precario, quindi, è in mano a genitori e al Dirigente Scolastico, poiché è quest’ultimo a dover valutare l’effettiva necessità dell’alunno nell’essere affiancato dallo stesso insegnante di sostegno. Solamente se sussistono le condizioni per la garanzia della continuità didattica potrà esserci la conferma del docente.

A tal proposito, nella richiesta i genitori dovranno confermare che l’insegnante di sostegno ha “contribuito a favorire i processi di apprendimento, di socializzazione, di relazione e di comunicazione di nostro/a figlio/a, stabilendo con lui e con i suoi compagni di classe un’intesa positiva”.

Se il Dirigente Scolastico a sua volta accerterà la necessità dello studente nell’essere seguito dallo stesso docente, proporrà al supplente – non prima dell’avvio delle lezioni – di prolungare per un altro anno il contratto a tempo determinato.

Insomma, la continuità del progetto educativo e didattico è in mano a genitori e DS; l’insegnante di sostegno precario non deve far altro che incrociare le dita e sperare che quanto fatto di buono nell’anno scolastico precedente sia stato riconosciuto dai genitori.